Il valore dello scalping nel forex   ★

Ultimamente si sente parlare spesso di strategie specifiche destinate allo scalping che è semplicemente una modalità di fare investimenti molto specifica e soprattutto ristretta ad un orizzonte temporale molto ridotto. nel Forex questo corrisponde alla scelta di time frame di brevissimo periodo. Spesso si cade nell’errore che lo scalping sia accessibile a tutti i livelli di traders ma nella pratica bisogna aver maturato una certa esperienza e sviluppato un’adeguata sensibilità er chiudere le varie operazioni con successo in quanto a differenza della credenza comune, il restringimento del tempo di investimento aumenta il rischio che si facciano delle scelte errate.

Per prima cosa bisogna poter accedere alle informazioni puntuali e aggiornate in tempo reale che solo il miglior portale di forex può mettere a disposizione (è necessario che le varie informazioni sia accessibili in modo diretto, semplice e in tempi molto brevi). Inoltre quando si sente parlare di strategie specifiche bisogna sempre considerare che si tratta di strategia adattate a time frame più brevi, ma che al pari della altre strategie del forex la scelta deve essere fatta sulla base di numerosi fattori.

Infine bisogna anche sincerarsi che il broker scelto permetta i fare un vero tipi di trading di scalping, una situazione che non bisogna mai dare per scontata, poiché nella pratica non sono molti i broker che effettivamente e fattivamente offrono questo genere di opportunità.

 

 

Momento di incertezza sul dollaro. I principali dati macro   ★

Il dollaro americano sta vivendo momenti altalenanti, perché mentre da una parte viene sostenuto dalle notizie del consolidamento della ripresa economica, la mancanza di accordi e soluzioni concrete al fiscal cliff, con l’entrata in vigore dei temuti sequester, finisce con il sentirsi particolarmente sensibile e reagire in modo negativo alla crisi che si sta riacutizzando in Ue.

Per quanto riguarda i dati più significativi in calendario per oggi, sul mercato Usa, ci sono molti dati trimestrali di importanti società, e soprattutto alle ore 15:00 il Conference Board pubblicherà il suo superindice. Gli orari si riferiscono tutti all’ora italiana e non a quella degli Stati Uniti, anche per quanto riguarda quelli durante i quali saranno resi noti i dati ufficiali in programma per oggi. nel dettaglio quindi:

- alle ore 13:30 sarà il turno di uno dei dati più significativi per l’andamento valutario, ovvero quello sulle richieste di sussidi alla disoccupazione (Jobless Claims) relativi alla Settimana terminata il 16 marzo, per i quali il dato delle previsioni prevede una salita a 345.000 dalle 332.000 richieste relative al periodo precedente;
- alle ore 14:00 verranno comunicati i dati sull’Indice FHFA sui prezzi delle case (FHFA Housing Price Index) relativo al mese di Gennaio;
- alle ore 15:00 sarà il turno dei dati ufficiali del Philadelphia Fed Index del mese di Marzo  per i quali si parte da un dato previsto ottimistico pari a  -3,0 mentre il dato precedente era pari a -12,5;
- alle ore 15:00 verrà reso noto il dato sul Leading Indicators (Superindice) del mese di Febbraio con previsioni in salita a 0,5% partendo dal dato precedente pari a 0,2%;
- alle ore 15:00 infine si ciuderà con il dato sulle Vendite di case esistenti (Existing Home Sales) di Febbraio: previsioni in salita a  5,0 milioni dal dato precedente pari a 4,92 milioni

Investimenti immobiliari a picco in Italia   ★

Il problema del crollo del prezzo del mattone in Italia ormai corre lungo due fili conduttori. Da una parte c’è l’inasprimento delle politiche di erogazione dei mutui, aggravati dall’eccessiva onerosità che li accompagna, con spread che sono praticamente raddoppiati. Dall’altra c’è il problema dell’ulteriore costo dovuto alla nuova Imu che continua ad essere indicata come una delle principali cause di crisi dell’investimento immobiliare in Italia.  Il problema è stato affrontata da un’altra associazione dei consumatori, il Codacons, che ha, in particolare, commentato i dati dell’Osservatorio sul mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.

L’associazione Codacons infatti richiama l’attenzione sul fatto che “Molte famiglie sull’orlo del fallimento e tassate dall’Imu vorrebbero anche vendere le loro case ma per le stesse ragioni non trovano chi le vuole comperare. Inevitabilmente sono costrette o a svendere le loro abitazioni abbassando i prezzi o, se non sono pressati dai debiti, a tenerle loro malgrado in attesa di tempi migliori. Ecco perché il crollo delle compravendite è per il momento più alto del calo dei prezzi. Se prima della crisi bastava che il mutuo fosse pari all’80% del valore dell’immobile, oggi le banche erogano con il 60%. Se prima della crisi bastava che il rapporto rata reddito famigliare non superasse il 30% oggi ti chiedono un reddito di quattro volte la rata”.

La soluzione per il Codacons c’è: un abbassamento dell’Imu sulla prima casa e un ulteriore incremento dell’aliquota sulle terze case per compensare il minore gettito che ne deriverebbe.

Mutui e prestiti: convenienti solo con le banche straniere   ★

Dopo la denuncia di alcune associazioni dei consumatori, che lamentano il fatto che essere membro della Ue porta più oneri che onori agli italiani, in quanto non possono beneficiare di condizioni migliori così come tutti i cittadini dei vari Paesi membri Ue: in italia il mutuo o i prestiti costano molto più cari che altrove, e i numero non mentono (un mutuo a 30 anni costa fino a 25 mila euro in più).

A riprendere l’argomento questa volta è stato l’istituto tedesco Qualità e Finanza, che si è concentrato esclusivamente sull’offerta dei mutui dei vari istituti di credito presenti nel Bel paese, giungendo alla conclusione, che per averer delle combinazioni e delle condizioni migliori rispetto alla media del mercato dei tassi praticato dalla varie banche italiane, bisogna rivolgersi alle banche straniere che operano in Italia.

In poche parole la scelta tra Unicredit e Ing vede quest’ultima come meno onerosa. Quindi bisogna rivolgere l’attenzione a Ing direct,  Deutsche Bank, Barclays o Bnl Bnp Paribas. Tra le banche italiane quella che cerca di tenere il passo è a sorpresa la Credem, mentre le grandi banche si trovano in coda per il discorso della convenienza. In alternativa bisogna rivolgersi alle offerte delle banche online, perché in un momento in cui i tassi di interesse sono ai minimi storici a fare una grande differenza sono gli spread applicati, dove le strutture più leggere e i costi di gestione più bassi consentono una riduzione dello spread che nel lungo periodo può fare una grande differenza.

Il plafond dell’offerta dei prestiti di Banca Intesa   ★

La situazione del credito sia a privati che ad imprese rimane comunque un aspetto molto critico, anche se, a differenza del settore dei mutui, quello dei prestiti sta conoscendo dei momenti di alti e di bassi (mentre per i mutui continua il trend fortemente negativo). In particolare i sono alcune banche che non hanno ridotto l’offerta presente nella loro linea dei prestiti, come nel caso dell’offerta complessivamente proposta da Intesa Sanpaolo.

In particolare la Banca Intesa Sanpaolo, ha un buon numero, a livello di possibili scelte, che riguarda in particolar modo la gamma dei prestiti personali, tra i quali troviamo quindi:

il Prestito Multiplo che è un prestito personale caratterizzato da elevata flessibilità, e destinato ai consumatori;
il Prestito Dipendenti Pubblici in convenzione con Inpdap per la cessione del quinto dello stipendio;
il Prestito Pensionati INPS che invece è la soluzione di prestito per la cessione del quinto della pensione;
il Prestito Maxi Pignoratizio che consente di avere somme elevate con piani di ammortamento di periodo medio o lungo;
il Prestito Superflash che fa parte della gamma dei prestiti veloci, è destinato soprattutto agli under 35, dotato di grande flessibilità;
il Prestito Monorata che invece rappresenta la tipologia di prestito molto cercato in questo momento, legato al consolidamento debiti;
il Prestito Proteggi Mutuo, che è un prestito veloce che permette di far fronte alle spese necessarie per pagare l’eventuale polizza assicurativa richiesta a protezione del mutuo sulla casa.

Forex: Usd in ripresa su Eur del 21 febbraio 2013   ★

La coppia di valute Eur/Usd ha visto una nuova giornata di calo della valuta unica rispetto al dollaro americano, a causa dei timori che si hanno di un peggioramento della situazione nell’intera zona euro, così come sembrerebbero indicare i dati macro rilasciati sicuramente poco incoraggianti.

In particolare durante il pomeriggi, sui mercati e le borse europee, il cambi tra EUR/USD ha toccato la quota minima di 1,3183, (valore più basso dal 1° ottobre) per poi arrivare a quota 1,3184, comunque più bassa rispetto ai valori toccati ieri, dove già era stata intrapresa la strada del calo. In particolare il supporto è stato a 1,3039 mentre la resistenza è stata pari a 1,3291.

I dati macro deludenti sono stati:

l’indice PMI dei servizi che è sceso a 48,6 a febbraio da 47,3 del mese precedente, mentre le aspettative erano di una crescita a 49,2;

l’indice PMI manifatturiero della zona euro che è sceso a 47,8 a febbraio (valore destagionalizzato) da 47,9 a gennaio, mentre le aspettative vertevano su una salita a 48,4;

l’indice PMI manifatturiero tedesco è salito ma meno delle attese, arrivando a 50,1 a febbraio (dato destagionalizzato), da 49,8 di gennaio, ma le previsioni si aspettavano un aumento a 50,5.

L’euro è in calo anche rispetto altre valute forti, come la sterlina (sceso sotto la soglia di 0,90) ed anche contro lo yen La situazione potrebbe peggiorare con la comunicazione dei dati ufficiali macro usa, che verranno rilasciati durante la giornata di oggi tra i quali ci saranno quelli sull’IPC insieme al rapporto sulle nuove richieste di sussidio di disoccupazione. G

Surroghe mutui più veloce con la Mutui Connect   ★

Per migliorare le proprie condizioni di mutui, ormai tutti i mutuatari lo sanno, la strada che dovrebbe essere percorsa, a meno di esigenze specifiche, è quella della surroga, portabilità del proprio mutuo dalla banca attuale ad una nuova banca che è in grado di garantire contrattualmente un miglioramento delle condizioni praticate nel suo complesso. Tuttavia chi ha già tentato questa strada sa bene che non sempre è una strada priva di ritardi, problemi e lungaggini. Infatti per una surroga il termine di 30 giorni non viene praticamente mai rispettato.

Ciò è dovuto in parte alle difficoltà di comunicazione che riguardano la banca attuale, quella futura e il notaio interpellato. Un problema che dovrebbe essere superato grazie all’imminente lancio dell’apposita piattaforma di Mutui Connect, ce consentirà il dialogo tra queste tre parti per via telematica, con la possibilità di scambiarsi velocemente i documenti necessari.

Ovviamente ci sono delle incombenze che continueranno a spettare al mutuatario il quale dovrà: attivarsi per trovare l’offerta di una banca che possa migliorare le condizioni di mutuo praticate da quella attuale (tasso sia come tipo che come indicizzazione, lo spread ed altre spese indicate nel contratto); una volta individuata la banca a cui ci si vuole spostare la consegna di tutti i documenti richiesti come quelli personali e reddituali, e quelli relativi all’acquisto e ella proprietà dell’immobile).

Di contro non ci saranno più le lunghe attese legate ad esempio alla richiesta di conteggi di estinzione che arrivano a volte addirittura dopo mesi, quando l’occasione del momento è a volte già sfumata, così come la convenienza di aderire ad un’altra banca.

 

Prospettive euro/dollaro: in ripresa rispetto alla valuta americana   ★

I dati che hanno caratterizzato questo fine settimana, dovrebbero far recuperare terreno all’euro rispetto al dollaro, nonostante qualche problema evidente di agitazione che si sta riacutizzando, soprattutto per il mercato del debito, per i Paesi di periferia come Spagna e Italia. per la prima l’asta odierna dei bonos a 10 anni è andata a buon fine, ma con un rialzo dei rendimenti, mentre i Btp italiani hanno chiuso lo spread con i bund in una situazione quasi immutata, dopo la risalita dei giorni scorsi, pur restando sotto la soglia dei 300 punti base.

Intanto come era atteso il direttivo della Bce ha lasciato invariati i tassi: tasso di sconto allo  0,75%, il tasso marginale sulle operazioni di rifinanziamento  all’1,50%, e il tasso sui depositi fermo allo  zero. Il dollaro invece va in sofferenza a causa di dati macro che hanno deluso sotto tutti i punti di vista:  la produttività  degli Stati Uniti è scesa del 2% contro le attese che erano più ottimistiche con un calo previsto massimo intorno all’1,6%);  il costo del lavoro è aumentato del 4,5% mentre anche in questo caso le previsioni erano ferme su un più modesto 3,6%. Delusione anche da uno dei dati macro Usa più significativi tra i market mover, ovvero il numero di richieste dei sussidi di disoccupazione (indicatore sull’andamento dell’occupazione), dove i sussidi di disoccupazione pur essendo scesi ancora, hanno avuto un alo di sole 5 mila unità, arrivando da 371 mila unità (che era il dato precedente) a 366 mila unità, ma le attese erano previste intorno ad un calo di 11 mila unità, per cui le previsioni parlavano di un punto di arrivo pari a 360 mila unità.

Sospensione rate mutui: la proroga   ★

La sospensione delle rate dei mutui è una possibilità sostenuta dal governo passato per permettere alle famiglie, ma innescata con un accordo tra Abi e associazioni dei consumatori,  di far fronte al periodo di crisi. In molti, nonostante i tassi di interesse non siano mai stati a livelli così bassi, si sono ritrovati nella grande difficoltà di fonte al rimborso previsto dal piano di ammortamento, senza considerare tutti quei casi in cui uno dei portatori di reddito si sono ritrovati senza lavoro.

Insomma difficoltà economiche = possibilità di poter sospendere il pagamento delle rate del mutuo, che verranno posticipate con un allungamento corrispondente al periodo di sospensione, cioè in poche parole, se la sospensione di cui si usufruisce è di 18 mesi e il mutuo finisce tra 20 anni, l’ultima rata verrà pagata tra 21 anni  e 6 mesi. Alla sospensione del mutuo nel biennio passato hanno ricorso tantissime famiglie e con la proroga che è stata stabilita fino al 31 marzo prossimo, c’è da aspettarsi che il numero crescerà ancora in modo quasi esponenziale.

Come per il passato, potranno ottenere la sospensione quelle famiglie nelle quali si verifichi o il decesso del principale portatore di reddito, o la perdita di lavoro, o inabilità a lavoro dovuta a un grave infortunio. Queste condizioni dovranno verificarsi entro al massimo il  28 febbraio 2013, mentre la domanda potrà essere presentata alla propria banca, nelle forme previste, entro il 31 marzo 2013. I mutui agevolati legati a contributi pubblici tuttavia non possono usufruirne.

Tempi duri per l’euro a causa di una ripresa che non c’è   ★

Il Fondo Monetario Internazionale è tornato a guardare con preoccupazione la situazione dei Paesi della Ue, che in più dovranno fare i conti con complicate elezioni (come accadrà per l’Italia e la Germania). In particolare ha tagliato le stime del Pil globale, proprio a causa della scarsa crescita anzi recessione, che prevede si verificherà per il secondo anno consecutivo. Ad andare male saranno soprattutto l’Italia e la Spagna, ma la loro situazione condizionerà anche altre economie più solide come quelle di Francia e Germania.

Per l’Italia il Pil atteso sarà dell’1% più basso rispetto a precedente stima (-0,3%) mentre per la zona euro la crescita per il 2013 anziché salire del+0,2% come previsto in precedenza, scenderà a -0,2%.  Monti commentando i dati odierni ha affermato che ”La revisione al ribasso delle stime sull’economia italiana nel 2013 riflette quella delle altre economie della zona euro e di altre economie avanzate come Usa e il Giappone. Non ci consola, ma ci spinge a concentrarci sulla ripresa”.

Invece il presidente del Fmi, riguardo alla situazione globalmente prevista per il 2013, Lagarde ha voluto ricordare che”Abbiamo evitato il collasso ma dobbiamo evitare ricadute. Il 2013 sarà l’anno del ‘o la va o la spacca’”, ma la ripresa economica resta debole e l’incertezza ancora elevata. Le stime sono meno pessimistiche ma sempre in calo per gli altri Paesi Ue compresa la Germania (con una contrazione -0,3%),  e la Francia (-0,1%), mentre il dato peggiore viene riservato alla Spagna con una contrazione dell’1,5% nel 2013. er i primi segnali di ripresa? Bisognerà attendere il pieno del 2014.